Letture Critiche – L’amore Altrove di Cynthia Collu

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Ci sono libri che fanno male. Dolorosi da leggere, difficili da accettare, ardui da digerire. Oggi nella rubrica Letture Critiche parliamo de “L’amore altrove” di Cynthia Collu. È un’opera che si contraddistingue per la prosa ricca, curata in ogni verbo, aggettivo e sostantivo. L’autrice utilizza figure retoriche e sinestesie molto originali, sebbene a volte un po’ troppo insistite. Nei ringraziamenti fa riferimento a Ferruccio Parazzoli (che la candida al Premio Strega), il quale l’ha invitata a utilizzare meno il “nero su nero”: ci domandiamo quanto cupa potesse essere la prima stesura di questo romanzo, poiché nella sua forma edita galleggiamo in una lettura che è pece angosciante, un pugno sferrato al centro dello stomaco che lascia senza fiato.

L’ aspetto tecnico su cui vogliamo soffermarci è la scelta del PDV, audace per più di una ragione. La prima parte del romanzo è tutta in prima persona, all’indicativo presente. I pensieri di Licia sono disturbanti: non soltanto perché ella vive una sessualità autolesionista, ma perché ha una madre psicotica e nell’appartamento c’è una forte puzza di incesto. Chi scrive predilige questo tempo verbale e questo PDV: lo trova vero, realistico, rende la scena vivida e cala il lettore nella storia senza permettergli di fuggire. Al contrario, molti docenti di scrittura creativa, editor e perfino i vostri beta readers di fiducia vi scoraggeranno a compiere questo tipo di operazione.

Dalla seconda parte il PDV cambia: entriamo nei pensieri della madre (cambiando anche tempo verbale) per poi tornare a quelli della figlia, con sporadiche incursioni in quelli del padre. Anche questa scelta viene spesso scoraggiata perché richiede impegno nella lettura. Vero, come è vero che dà respiro. Perché dopo il fumo divampa l’incendio dell’incesto, narrato dagli occhi della vittima. Bisogna essere temerari per scrivere un simile evento in questo modo, così come bisogna avere cuore e coraggio per leggerlo.

Vi diranno che un romanzo scritto con simili modalità è poco commerciale, che i lettori non sono abituati, che il mercato non è pronto. Se avete in mano una storia forte come quella di Cynthia Collu, ignorateli.

Articolo di Greta Cerretti



“Leggo perché non so volare.”

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