Letture Critiche – L’Amministratore di Anthony Trollope

Quest’oggi le nostre Letture Critiche ci conducono nell’immaginaria cittadina di Barchester, alle prese con il più classico, pungente e acuto spirito british. Il realismo inglese dell’Ottocento non è solo Dickens: Trollope – suo contemporaneo – concede al lettore una visione altrettanto accurata degli usi e costumi dell’epoca e l’Amministratore è senz’altro ottima letteratura. Proprio Dickens viene citato dall’autore in maniera mascherata (con l’ironico pseudonimo di signor Sentiment) lasciando intendere che egli si sia ispirato ai fatti di Barchester per un suo romanzo. Oltre a Dickens fioccano altri velati riferimenti a contemporanei e di sicuro la più riuscita è l’invettiva al giornale Jupiter (nel quale non è difficile riconoscere il Times.) A nostro avviso si tratta del passo più attuale dell’intera narrazione. “Il Jupiter esce ogni giorno con una tiratura di cinquantamila copie piene di decisioni infallibili su ogni possibile argomento, risolvendo in modo più che soddisfacente tutte le questioni.” Non è questo che accade ancora oggi con la stampa? Politici, commercianti, agricoltori, forze dell’ordine: tutti sembrano saperne sempre meno del giornalista di turno riguardo il proprio stesso mestiere. Consiglio agli autori: se riuscirete a scrivere anche una sola pagina degna della modernità, sagacia, intelligenza e satira del capitolo “Monte Olimpo” di Trollope, il vostro romanzo passerà alla storia. Garantito.
Vi lascio con un’ultima nota di tecnica narrativa. Ne “L’amministratore” sono i personaggi a guidare la trama, non il contrario. Troppo spesso nelle schede di valutazione rilevo il più classico degli errori dell’esordiente: il protagonista viene spinto a forza dentro la storia. L’autore ha deciso di imprimere una certa direzione agli accadimenti e continua a farlo imperterrito, infischiandosene della psicologia, del background culturale ed emotivo, in definitiva dell’indole che egli stesso ha attribuito al proprio personaggio. Trollope non lo fa. Gli avvenimenti si susseguono dettati dal temperamento del signor Harding, di John Bold, del Dottor Grantly e tutto quel che avviene è diretta conseguenza di esso. Come si evita tale grossolano ma pericolosissimo errore? Il consiglio che do agli autori è il seguente: non chiedetevi “Cosa succedeva adesso?”, chiedetevi “Cosa farebbe il mio personaggio in questa circostanza?”. Mettetelo di fronte alle difficoltà e vedete come se la sbriga, restate dietro le quinte a guardare cosa succede: vi sorprenderà.

Articolo di Greta Cerretti

 

 

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