Gli “sconsigli” di Andrea Gualchierotti: basta con Il Signore degli Anelli!

Volete scrivere un fantasy? Bene, allora per prima cosa fatevi un favore: non leggete Il Signore degli Anelli. O, se lo avete letto, dimenticatevene, riponetelo sullo scaffale più alto della libreria e riprendetelo solo una volta che il vostro manoscritto reca in calce la parola FINE.

Siamo forse impazziti nel dare un consiglio del genere? Come sempre, solo a metà.

Com’è noto, Il Signore degli Anelli oltre a essere il lavoro più noto di J.R.R. Tolkien (che pure nella sua vita si dedicava soprattutto al suo lavoro di professore universitario ad Oxford) è anche uno dei capisaldi indiscussi della narrativa fantastica (che pure, si badi, non nasce con lui, e già da tempo vantava nomi e blasoni come Robert E. Howard, H.P. Lovecraft e molti altri).

È dunque bene, in realtà, che chiunque voglia farsi una cultura in ambito fantasy, e tanto più se intende scriverne, ben conosca il romanzo in questione. Ma c’è un ma, di quelli belli grossi. Molti autori alle prime armi ritengono ISDA il modello ideale per la loro storia fantastica, non rendendosi conto di quali trappole stanno preparando sul loro stesso percorso.

Vediamole insieme, e cerchiamo soprattutto di evitarle!

  • Se foste poeti, comincereste mai provando a scrivere una vostra versione della Commedia di Dante? OK, l’entusiasmo è sempre una cosa buona, ma magari meglio iniziare con qualcosa di meno impegnativo, no? Proprio perché ISDA è un capolavoro, porlo come metro di paragone per il proprio lavoro significa mancare totalmente di senso delle proporzioni. La potenza autoriale, estetica e letteraria del lavoro di Tolkien, è frutto di riscritture durate anni e anni, a opera di un intellettuale maturo e laborioso ai limiti dello stakanovismo. Le sue centinaia di pagine, il livello artistico e tutte le altre qualità che lo rendono una lettura indimenticabile, non sono alla portata non solo di un esordiente, ma anche di penne più esperte. Godetevi il libro, studiatene i punti di forza, ma non provate a fare altrettanto. Esiste un solo Signore degli Anelli…proprio come insegna la storia!
  • Molti prima di voi non hanno seguito il consiglio numero uno, con alterne fortune. Da Terry Brooks – nato come imitatore fortunato e comunque molti gradini sotto Tolkien – all’infinita schiera di imbrattacarte che hanno provato a ricreare il senso epico della Terra di Mezzo. Da tutto ciò, voi potete imparare: il fantasy non è fatto semplicemente di storie con elfi, nani e draghi. Intendiamoci: nulla di male a usarli, se evitate di farne figurine di cartone. Ma dato che parecchi lo hanno già fatto, quel tipo di fantastico risulta purtroppo inflazionato, e molti editor e lettori sbufferanno anche solo a sentirne parlare, e il vostro manoscritto finirà ingloriosamente nel cestino. Provate a essere originali: avere fantasia significa proprio questo.
  • ISDA propone uno sfondo in cui, tra l’altro, promana tutto il fascino dell’antica cultura nordica, di quella celtica e del medioevo europeo. Si tratta di scenari che ancora oggi hanno molta presa nell’immaginario fantasy e, se li userete, non vi mancheranno gli estimatori. Se anche qui potremmo fare il discorso riguardo l’originalità accennato nel consiglio appena sopra, in realtà la dritta migliore è forse un’altra: ricordate che sarà il mondo che creerete a dare profondità alla vostra storia, quindi immaginatelo nella sua completezza. Difficilmente arriverete al livello di dettaglio raggiunto da Tolkien, ma cercare di dar vita a uno scenario coerente, che non sia un mero fondale di cartapesta, gioverà a rendere migliore anche la vostra trama. Ci vuole tempo, ma lavorateci!
  • In ultimo, una cosa che da Tolkien vale la pena riprendere: la cura per il linguaggio. L’italiano è una lingua ricca di sfumature, e un mondo fantasy ha bisogno proprio di questo: sfumature, vivaci e particolari. Non avvilite la vostra storia con un vocabolario povero, con uno stile asettico e una scrittura anonima. Non state scrivendo il solito giallo svedese! Se scrivere bene significa essere chiari e leggibili, ricordate anche che molti autori fantasy hanno arricchito la loro prosa assorbendo stilemi da altri generi: la poesia, le fiabe, i testi antichi e persino la letteratura religiosa!

Articolo di Andrea Gualchierotti